Le tracce della scena – due percorsi sul teatro

Ascolini - Vinotto

Vasco Ascolini
Alessandra Vinotto

“LE TRACCE DELLA SCENA
due percorsi sul teatro”

Curatore: Clelia Belgrado
Inaugurazione: giovedì 6 maggio 2010, dalle 18.00 alle 21.00
Periodo: 7 maggio 2010 – 6 giugno 2010
Sede: VISIONQUEST gallery Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova
Tel.: +39 339 7534993, +39 010 2468771
Orario: dal mercoledì al sabato 15.30 – 19.30
e su appuntamento (tel. +39 3397534993)
Sito web: www.visionquest.it
Informazioni e-mail: info@visionquest.it

Gli artisti saranno presenti all’inaugurazione

Per Vasco Ascolini frammenti di figure investite dalla luce e bui impenetrabili. Bianchi puri e neri profondissimi da cui emergono dettagli capaci di significare il tutto e che offrono una rilettura dettata dalle emozioni suscitate dallo spettacolo che rappresentano
Per Alessandra Vinotto il bianco e nero, tra tutti i colori: “i soli capaci di restituire la verità del personaggio che si muove sul palcoscenico: i dettagli dello sguardo, le note dello spirito,le modulazioni del pensiero, le lievi tortuosità animali”.
Entrambi, in questa mostra concepita da Clelia Belgrado per VisionQuest, ci mostrano tracce di vita teatrale colte sulla scena che i loro obiettivi hanno reso visibili.

“La responsabilità di creare equilibrio, suscitare emozioni e sollevare quesiti anche razionali”, ecco i sentimenti che animano Vasco Ascolini quando in camera oscura si accinge a creare immagini che metteranno chi guarda in condizione di “vedere”. I dettagli strappati al buio che lo caratterizzano e che hanno il potere di mostrare più di quanto farebbe una forma intera sono “minimi particolari di corpi o di statue…di architetture, di presenze che non esistono se non nel mio mondo interiore quando manipolo, ancora in camera oscura, frammenti di negativi per creare altri frammenti su carta sensibile, sui sali d’argento. Quando, a distanza di giorni o di settimane e mesi dall’avere terminato la messa in carta, riprendo in mano quanto ho stampato mi accorgo di avere quasi dimenticato il percorso fatto per arrivare al risultato finale. Ciò che mi stupisce e più mi lascia  pensoso è la grande quantità del nero che cela il silenzio, l’infinito, la speranza e  la paura. Il nero portatore di inquietudine ma anche colore del sublime”. La realtà, che prende forma attraverso il suo obiettivo e nella camera oscura diventa tale, per chi guarda una sua fotografia, solo dopo averla vista con i suoi occhi e spesso contiene la “verità” che restituisce al marmo la proprietà della carne.“Costruisco le mie immagini, al sessanta per cento. in  camera oscura ed è la che avviene, spesso, ma  non sempre, la metamorfosi del marmo, della pietra e di  altri minerali in “carne” così come la carne di danzatori e mimi diventa minerale. E’ già nella scelta del  negativo, dell’esposizione, dei chimici, dei tempi, del modo di aggirare ed ingannare la “gestualità”  dell’apparecchio fotografico che queste metamorfosi iniziano e la tecnica, che in questo caso è al servizio della  creatività, diventa indispensabile”.

Per Alessandra Vinotto, che in questa mostra espone foto di spettacoli teatrali la cui costante è una forte dimensione onirica, fotografare è “cogliere certe improvvise apparizioni che affido alla memoria eternate nello spazio di un fotogramma”. Di fronte ad un interprete, tra le quinte o davanti alla scena, con la sua macchina fotografica, Alessandra Vinotto cerca la comunicazione che trapela dai gesti e l’intenzione celata oltre il visibile. Vasco Ascolini, che nella vita ha incontrato solo 2 anni fa, con le sue fotografie teatrali scoperte quando era ancora giovanissima, ha in realtà tracciato il suo percorso professionale determinando le scelte che l’avrebbero portata ad “eternare il passaggio che porta l’attore ad essere spettatore di se stesso cristallizzando l’attimo corrispondente al suo mutamento di stato”. Il teatro vissuto come “ luogo dell’effimero e immateriale in cui ciò che faccio in modo istintuale quando scatto è riprendere il gesto successivo, quello già annunciato ma non ancora accaduto, quello ancora perso nel labirinto interiore di chi recita”. Di se racconta: Cerco di cogliere le infinite declinazioni del sentire, la pluralità di gesti e significati che ogni rappresentazione porta in sé e cela agli sguardi distratti”. Ma fotografare il teatro non le basta: “il teatro va annusato, divorato, metabolizzato, profondamente vissuto”. E’ questa sua passione a consentirle di produrre ”scatti più vicini al simbolo che alla documentazione, capaci di mostrare istanti trafugati alle movenze dell’anima”.

Ginni Gibboni

VISIONQUEST gallery
Piazza Invrea 4r, 16123 Genova
Tel. 010 2468771 – 3397534993 www.visionquest.it info@visionquest.it

Cinema… Fotografie di Ieri e di Oggi

PADOVA APRILE FOTOGRAFIA 10 - GRUPPO FOTOGRAFICO ANTENORE

BANALE PHOTO GALLERY
Via Tiziano Aspetti n. 86 – PADOVA

CINEMA…
FOTOGRAFIE DI IERI E DI OGGI

Mostra collaterale a “Padova Aprile Fotografia 10” in collaborazione con il “Gruppo Fotografico Antenore”

Fotografie di Andrea Banzato – Giorgio Grasselli – Gustavo Millozzi Renzo Nicole’ – Giuseppe Toffoli

INAUGURAZIONE: SABATO 8 MAGGIO 2010 – ORE 18.00

8 – 30 MAGGIO 2010 – Orario : 19.00 – 2.00

Michael Kenna a Reggio Emilia

MICHAEL KENNA Reggio Emilia

MICHAEL KENNA Reggio Emilia

L’inaugurazone di “Immagini del settimo giorno” di Michael Kenna avrà luogo venerdì 7 maggio alle ore 19 presso le sale espositive di Palazzo Magnani in corso Garibaldi 29 a Reggio Emilia alla presenza dell’autore.

La mostra, promossa dalla Provincia di Reggio Emilia, con il contributo di Fondazione Manodori, CCPL, BFMR Dottori Commercialisti, Studio Legale Sutich-Barbieri-Sutich di Reggio Emilia, Montana, Assicurazioni Generali, curata da Sandro Parmiggiani, si svolge nell’ambito di Fotografia Europea e in collaborazione con la Biennale del Paesaggio e presenta 290 fotografie in bianco e nero del maestro inglese, ma americano d’adozione, in grado di ripercorrere tutto il suo iter creativo. Tra queste, 200 costituiscono il vero e proprio percorso antologico, 35 documentano lo sguardo sul territorio reggiano, frutto di ricognizioni sul campo compiute negli ultimi tre anni, 35 si misurano con il perenne fascino di Venezia e 20 ripropongono uno dei cicli storici di Kenna, quello sui campi di concentramento e di sterminio nazisti.

Accompagna la mostra un catalogo Skira, bilingue (italiano/inglese), con testi di Pierre Bonhomme, Ferdinando Scianna, Sandro Parmiggiani.

La mostra rimarrà aperta fino a domenica 18 luglio e rispetta i seguenti orari di visita: 10-13; 15.30-19, chiuso il lunedì.

Domenica 9 maggio alle ore 17 presso l’Aula Magna “Pietro Manodori” dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, in viale Allegri a Reggio Emilia, si svolgerà una conversazione con Michael Kenna condotta da Sandro Parmiggiani, curatore della mostra e del catalogo.

Luigi Ghirri – Lezioni Di Fotografia

La Biennale del Paesaggio presenta a Reggio Emilia il progetto editoriale inedito

LUIGI GHIRRI. LEZIONI DI FOTOGRAFIA

sabato 8 maggio 2010 ore 19 cortile Palazzo Allende

[Comunicato Stampa] La Biennale del Paesaggio, progetto strategico della Provincia di Reggio Emilia di valorizzazione ampia e diffusa del territorio, giunta quest’anno alla sua terza edizione, da marzo a novembre 2010 proporrà iniziative ed eventi che, intersecando le potenzialità dei diversi linguaggi contemporanei, inviteranno il pubblico ad una riflessione allargata ed originale sul paesaggio.

All’interno delle diverse attività in calendario fino a novembre 2010 la Biennale è lieta di presentare al pubblico sabato 8 maggio alle ore 19 presso la bella cornice del cortile di Palazzo Allende, sede della Provincia di Reggio Emilia, un progetto editoriale inedito sulla figura di Luigi Ghirri, un libro che raccoglie per la prima volta le lezioni sulla fotografia tenute dal fotografo reggiano all’Università del Progetto fra il 1989 e il 1990, periodo in cui l’Istituto era sostenuto dalla Provincia di Reggio Emilia.

Tutte le lezioni, al tempo registrare su supporti magnetici, sono state “sbobinate”, trascritte in forma testuale e pubblicate in questo libro dal titolo “Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia”, Edizioni Quodlibet collana “Compagnia Extra” curata da Ermanno Cavazzoni. Il progetto di questa pubblicazione risale ad alcuni anni fa, la sua realizzazione pensata ed elaborata nel corso del tempo, è stata possibile anche grazie al prezioso contributo intellettuale e culturale di alcuni importanti collaboratori della Biennale del Paesaggio e amici intimi di Ghirri: Giulio Bizzarri e Paolo Barbaro che hanno curato l’intero progetto editoriale e Gianni Celati che ha scritto una bellissima postfazione.

La presentazione al pubblico di questo volume s’inscrive in un progetto più ampio di valorizzazione della figura di Luigi Ghirri che ha anche visto lo scorso dicembre la proiezione in prima nazionale del film di Elisabetta Sgarbi “Deserto Rosa / Luigi Ghirri” avvenuta il 21 dicembre al Teatro Ariosto di Reggio Emilia in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e il Comune di Reggio Emilia.

Il libro non vuole essere uno strumento tecnico e teorico sulla fotografia, ma come viene scritto anche nel risvolto di copertina “un libro di grande utilità per avviarsi all’arte della fotografia e all’arte di Luigi Ghirri, e per pulirsi un pò lo sguardo. Luigi Ghirri ha rinnovato con le sue fotografie il nostro modo di guardare il mondo e c’è un’intera generazione di fotografi che non potrebbe esistere senza la sua opera.”

All’interno del volume vengono, dunque, riportate per esteso le lezioni tenute a Reggio Emilia e le parole di Ghirri sono sempre associate alle immagini che lui stesso mostrava agli studenti e di cui parlava approfonditamente: fotografie da lui scattate pochi giorni prima o nel corso del tempo, copertine di libri, ritratti degli studenti in classe insieme a lui…Si tratta, quindi, di un progetto editoriale inedito, non paragonabile agli altri scritti o volumi pubblicati in precedenza su questo fotografo.

Ciò che intendeva fare Ghirri nelle lezioni all’Università del Progetto era non tanto parlare della sua storia personale, ma cercare di definire, attraverso le parole e le immagini, una cosa per lui estremamente importante e cioè il ruolo del fotografo inteso non come mero esecutore di una commissione ma soprattutto come operatore anche culturale, portatore in sè di una importante serie di relazioni e contaminazioni con le altre realtà espressive. E’ nelle prime pagine del testo che Ghirri afferma “Il punto principale è che la figura del fotografo si delinea oggi come figura polivalente. Il fotografo, come accade nel mio caso, non è più chiamato ad eseguire un compito semplice e definito, a svolgere un incarico o un lavoro, ad esempio a riprendere una natura morta per una campagna pubblicitaria, oppure a documentare l’interno del Duomo di Reggio o di Milano per scopi editoriali o divulgativi dell’immagine. La figura del fotografo è oggi più sfaccettata, e partecipa attivamente alla creazione globale dell’immagine di comunicazione”. In questo senso, continua Ghirri a spiegare, non possono esistere categorie preconfezionate e ruoli rigidi, ma deve invece prevalere un atteggiamento di apertura, una sorta di osmosi con la realtà, all’interno della quale i ruoli e gli sguardi si contaminano a vicenda. E allora diventa importante anche la lezione della storia dell’arte e il rapporto con l’estetica, con le problematiche e le tensioni della visione tese piuttosto alla non definizione di ruoli e compiti, ma a relazioni funzionali e sinergiche tra i vari campi della creatività. “Mi sembrava assurdo” dice Ghirri “che un fotografo potesse fare solo fotoreportages e non riuscisse a fotografare una cattedrale o l’interno di una casa, o elaborare un rapporto minimamente più approfondito con il visibile (visibile vuol dire che io sto guardando), con la rappresentazione in generale. Il rapporto comprendeva quindi anche non dico la costruzione di un’estetica, ma di un rapporto approfondito con l’estetica”.

Partendo da alcune sue fotografie scattate nel corso degli anni, Ghirri parlava agli studenti dell’uso della luce naturale, delle ombre, dei diversi piani che compongono l’immagine fotografica, dello spazio, della descrizione dei luoghi, della presenza del paesaggio e dell’uomo, della progettualità nascosta dietro ad un lavoro,  dei rapporti cromatici tra gli oggetti, delle atmosfere racchiuse nelle immagini, del suo procedere togliendo piuttosto che aggiungendo per arrivare ad una sorta di sintesi perfetta del visibile attraverso la semplicità della rappresentazione.  La capacità di Ghirri di guardare a trecentosessanta gradi la realtà del suo tempo, con un occhio sempre vigile sul passato e un’anima aperta al futuro, è ben esplicitata nelle pagine di questo volume che diventano preziose anche per il racconto in prima persona che il fotografo fa degli importanti cambiamenti che dal dopoguerra in avanti hanno segnato indelebilmente l’approccio e l’utilizzo della fotografia nella comunicazione e nella pubblicità del nostro paese.

Gianni Celati presenterà il libro insieme agli altri autori che ne hanno curato la pubblicazione, Giulio Bizzarri, Paolo Barbaro, Ermanno Cavazzoni alla Presidente della Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini e a Paola Borgonzoni Ghirri. L’iniziativa è organizzata dalla Biennale del Paesaggio di Reggio Emilia e s’inscrive anche nelle attività di Fotografia Europea del Comune di Reggio Emilia. In caso di maltempo l’iniziativa si terrà al Cinema Corso a Reggio Emilia (corso Garibaldi, 14).

La partecipazione è gratuita, per informazioni si può consultare il sito internet della Biennale del Paesaggio: www.biennaledelpaesaggio.it oppure si può telefonare alla Segreteria della Biennale 0522/444431.

Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia

a cura di Giulio Bizzarri e Paolo Barbaro, con una postfazione di Gianni Celati
Formato: 15×19 cm
230 pagine circa
con 150 illustrazioni a colori circa
Prezzo di vendita al pubblico: 19 Euro
Edizioni Quodlibet, collana “Compagnia Extra” curata da Ermanno Cavazzoni
presentazione in prima nazionale sabato 8 maggio ore 19 cortile di Palazzo Allende, Reggio Emilia

Appunti sul Fotogiornalismo: La Questione Italiana

Questo seminario che si svolgerà il 24 aprile a Roma, grazie a quattro realtà impegnate nel mondo della fotografia (Punto di Svista – Arti visive in ItaliaOfficine FotograficheIl FotografoCultFrame – Arti Visive), lo ritengo davvero imperdibile, per tanti giovani fotografi ed appassionati del reportage e del fotogiornalismo che vivono nella zona di Roma, ma anche per quelli più lontani ma che lavorano o vorrebbero lavorare in questo ambito fotografico. Dico questo per le motivazioni che hanno spinto gli organizzatori a prepararlo e per l’effettiva situazione “quasi ridicola” del fotogiornalismo italiano. Uno specializzazione quasi estinta e, ad oggi, formata da impreparati o da improvvisati, in cui quelli bravi e preparati lasciano ogni giorno o hanno già lasciato questa branca del mestiere del fotografo.

Ho letto il comunicato stampa, ma con dispiacere non ho trovato la citazione a quello che per me è il problema che più di ogni altro mina ed ha minato questa parte della professione, e che in gran parte l’ha fatta morire. Sicuramente il sensazionalismo è un problema (specie quello sulle disgrazie altrui), ma dal tempo degli strilloni da strada è parte integrante di questa realtà dei media non solo cartacei: più la urli e più fa notizia.

Il vero problema, anzi i due problemi, ma che sono uniti quali un unico filo sono:

1. La svalutazione di questo mestiere, in cui i giornali acquistano foto nel mucchio, senza avere punti di riferimento fotografici quali firme dello loro testate. Non esistono più fotografi dipendenti da giornali, ma solo freelance o più spesso agenzie di massa o meglio “foto-discount”. Non può sopravvivere un mestiere, in cui giornali e gli editori acquistano, anzi meglio dire rubano foto scarse da scarsi occasionali fotografi che con il loro foto-cellulare erano casualmente presenti all’evento casuale; o come sopravvivere a fotoamatori, anche evoluti con tanto di costosi mega-attrezzi, ma che nel nome della vana gloria di pubblicare, regalano le loro immagini perché non sanno prezzare e fare apprezzare la loro foto.

A questi mi permetto di dire: Una foto che ha valore monetario nullo, è una foto che vale nulla anche come contenuti. Se nessuno è disposto a pagare per pubblicare la vostra “sensazionale” foto su una giornale o rivista, allora significa che tale foto non ha alcun motivo di essere pubblicata, perché nessuno l’ha davvero apprezzata, ne voi che la svendete ne chi la prende che se non è disposto a valorizzarla.

Mi permetto inoltre di dire a coloro che acquistano immagini a valore zero: furbi a risparmiare sulla stupidità altrui, furbi a prendere foto casuali e buttarle in mezzo a altrettanto casuali e scarsi articoli. Facendo così voi stessi svalutate il vostro lavoro, in un periodo in cui la differenza dal mucchio la fa solo chi ha contenuti originali e belli; Se poi non paghi una foto non hai nessun diritto di averne l’esclusiva, idem se la paghi poco. A voi dico anche, nel fotogiornalismo sono rimaste nella leggenda foto piene di contenuti, voi sarete dimenticati perché siete contenuti vuoti con foto vuote. Non è profetismo, ma semplice constatazione della realtà.

2. La mancanza di un Albo vero e di adesioni obbligatorie a esso, una professione non sarà mai vera se non è regolamentata. Se non è regolamentata, non è sostenibile ne difendibile da parassiti o da chi ha interessi a farla svalutare per schiavizzarla a suo piacere. Mi ricordo quando nei giornali c’erano i fotografi, i giornalisti, qualche fotogiornalista. I grandi giornalisti scrivevano grandi articoli pensati e coinvolgenti, perché vivevano per questo; i fotografi scattavano scoop e grandi foto, venendo inviati nei luoghi dove si potevano fare vere e grandi foto, e con il loro mestiere sapendo dove e perché essere in un evento; qualche bravo fotogiornalista faceva entrambe le cose, che spesso trovavamo in settimanali o mensili carichi di contenuti.

Ora invece nessun vero obbligo ad appartenere ad una categoria di professionisti certificati, l’epoca dei “pubblicisti occasionali”, così neppure il giornalista ha più un lavoro dipendente.

Un’epoca in cui ha immensamente più potere il taxista che sciopera che il giornalista che sciopera… Per non parlare del fatto che nessuno prenderebbe in considerazione il fotografo che sciopera per i suoi diritti e per il diritto a fare bene questo lavoro.

Fare il fotografo per lavoro non è improvvisazione, ma esperienza ed applicazione continua, e come tale va sostenuta anche monetariamente.

Per fortuna questo interessante evento permetterà di parlare con e tra professionisti del giornalismo fotografico, incluso il libero dibattito e la possibilità di dire la propria per chi sarà presente.

[COMUNICATO STAMPA] – Officine Fotografiche, Punto di Svista, Il Fotografo, CultFrame – Arti visive

INVITANO

fotografi, fotogiornalisti, critici, giornalisti, operatori culturali, associazioni fotografiche e addetti ai lavori a partecipare all’incontro nazionale

APPUNTI SUL FOTOGIORNALISMO: LA QUESTIONE ITALIANA

24 APRILE 2010 – Ore 10.00 – 19.00
ISA – Istituto Superiore Anticendi
Via del Commercio 13, ROMA

Si svolgerà il 24 aprile 2010 “Appunti sul fotogiornalismo: la questione italiana”, una giornata dedicata alle problematiche relative al fotogiornalismo in Italia.

A organizzare l’evento sono le associazioni culturali Officine Fotografiche e Punto di Svista e le testate giornalistiche Il Fotografo e CultFrame-Arti visive.
Le quattro realtà culturali che operano sul territorio italiano nel mondo dell’organizzazione di mostre e seminari e in quello del giornalismo fotografico e della critica intendono proporre al mondo della fotografia italiana, ai fotografi professionisti, agli appassionati una riflessione pubblica sulla situazione odierna del fotogiornalismo in Italia.

L’esigenza di questo incontro, aperta alla partecipazione e agli interventi dei fotografi provenienti da tutte le parti d’Italia, nasce dalla presa di coscienza di una deriva visuale legata all’informazione e ai mass-media del nostro paese sempre più dannosa sia per la fotografia in generale che per il rapporto tra giornalismo e documentazione visiva di fatti ed eventi. L’impressione, infatti, è che si sia sempre più spostato il baricentro del fotogiornalismo dallo spirito di servizio legato alla notizia alla spettacolarizzazione del dolore e della sofferenza dei diseredati e degli emarginati della terra.

A discutere, con il pubblico presente, su fotogiornalismo, etica e valori comunicativi, guidati dal direttore di CultFrame – Arti visive, Maurizio G. De Bonis, e dal direttore de Il Fotografo, Sandro Iovine, saranno addetti ai lavori: fotografi, giornalisti, critici, organizzatori e operatori del settore, tra questi Giorgio Cosulich, fotografo e docente, Leo Brogioni, fotografo e docente di fotogiornalismo, Emanuele Cremaschi, fotogiornalista, Alessandro Grassani, fotogiornalista.

L’inizio dei lavori è fissato per le ore 10.00 con lo spazio dedicato ai relatori invitati, i quali interverranno con approfondimenti relativi ai propri ambiti professionali, usufruendo anche di supporti audiovisivi. In particolar modo, i fotografi presenti affronteranno i punti centrali della pratica fotogiornalistica e delle relative conseguenze di carattere professionale. Il tutto in relazione alla situazione del mercato dell’informazione italiana e attraverso esempi concreti della loro esperienza sul campo.
Il dibattito proseguirà il pomeriggio attraverso un dialogo tra i relatori e con l’assemblea durante la quale tutti i presenti potranno avanzare suggerimenti, idee e proposte sulla base delle questioni sollevate dai relatori e anche in funzione del successivo appuntamento previsto per il 2011.

INFORMAZIONI:
Giorno: 24 aprile 2010, ore 10.00 – 19.00
ISA – Istituto Superiore Anticendi – Via del Commercio 13, ROMA
(Zona Ostiense, Metro Piramide, Linea B)
INGRESSO LIBERO

PROGRAMMA:
10.00 – 13.00: interventi dei relatori
13.00 – 15.00: pausa
15.00 – 19.00: dialogo tra i relatori e il pubblico presente e assemblea

CONTATTI:
Punto di Svista: puntodisvista@gmail.com
Officine Fotografiche: info@officinefotografiche.org
Il Fotografo: ilfotografo@sprea.it
CultFrame – Arti Visive: redazione@cultframe.com

RIFERIMENTI ONLINE:
Punto di Svista – Arti visive in Italia
Officine Fotografiche
Il Fotografo
CultFrame – Arti Visive
Fotografia: parliamone!

Ciol. Quando l’arte diventa preghiera

Mostra Ciol Santuario Motta

Si apre il prossimo 24 aprile la mostra:

Ciol. Quando l’arte diventa preghiera

a cura di Sergio Momesso e Carlo Sala

Motta di Livenza (Treviso), Santuario Madonna dei Miracoli
Chiostri del Convento
Dal 24 aprile al 20 giugno 2010 – Ingresso libero

Orari: da lunedì a venerdì: 15.30 – 18.30
sabato e domenica: 10.00 – 12.30 e 15.30 – 18.30

Inaugurazione: Sabato 24 aprile 2010, ore 16.30

E’ un evento culturale che propone al pubblico le splendide immagini realizzate dallo studio Elio e Stefano Ciol, celebri fotografi di Casarsa (Pordenone).
La mostra è costituita da due cicli di grandi fotografie, uno dedicato agli affreschi della Basilica Superiore di Assisi, l’altro all’altare maggiore della Basilica di Motta di Livenza.

Il corpo della mostra è infatti costituito dalla mostra “Elio Ciol. Il volto e la parola”, che si è tenuta con grande successo nei chiostri di San Francesco a Pordenone dal 28 settembre 2009 al 31 gennaio 2010.

Al suo interno si inseriscono però ora le inedite grandi immagini dell’altare sansoviniano della Basilica di Motta, che per la prima volta ci faranno avvicinare a questo capolavoro per riscoprirne i segreti e le grandi qualità artistiche.

La documentazione di opere del patrimonio artistico italiano è la principale attività dello studio Ciol, ma la mostra ha una sostanza molto diversa.

Elio e Stefano Ciol hanno riletto i grandi cicli di affreschi di Assisi così come l’altare di Motta costruendo un racconto esclusivamente attraverso l’analisi di alcuni dettagli.

Le fotografie entrano nell’opera, selezionano volti, gestualità, atteggiamenti, particolari. Si crea così un’opera di montaggio quasi cinematografico che va a sovrapporsi all’opera d’arte antica, sicché la fotografia non serve più, in questo caso, solo a documentare l’opera d’arte, ma anche soprattutto a rileggerla attraverso l’uso di un linguaggio diverso, quello specifico dell’immagine fotografica.

Fonte: Santuario Motta

New York(ers) di Stefano Marras

[20 apr 2010 - 3 mag 2010.] Una nuova mostra fotografica nasce dalla collaborazione tra TevacPhoto e Zò Caffè.

Un fotografo giovane e che ci mostra la sua visione di New York, con immagini di newyorkesi che mi vorrei definire “esotici abitanti“, perché nei gesti di questi sconosciuti personaggi, ci viene raccontata l’essenza che ci appare lontana di casuali soggetti come il rampante manager, il tipico americano medio e la sua macchina luccicante o di chi ha vissuto con fatica una vita ed ancora ne sente il peso.

Sguardi a volte duri o insofferenti, oppure semplici e felici. Tante facce davvero differenti  nella città cosmopolita e globale per definizione, ma che in una unica gigantesca realtà cambia ogni metro per mostrare una sfaccettata popolazione di indigeni.

Un sguardo bello e forte, e ci viene mostrato con la grande modestia dal autore.

[PRESS RELEASE]
Clichés Réels:
New York(ers)
di Stefano Roberto Marras

Cliché: in francese indica letteralmente lo “scatto fotografico”; in molte altre lingue è sinonimo di “stereotipo”, di “luogo comune”.
Di fronte a queste fotografie si ha la sensazione che il nostro occhio fosse già preparato, si aspettasse di vedere ciò che sta vedendo, quasi l’avesse pre-visto (déja vu) e ora gli si manifestasse nella sua composizione iconografica. Eppure non si tratta di opere artefatte, si tratta di fotografie di strada, di scatti colti nell’attimo in cui la vita scorre via.
Ecco perché Stefano Roberto Marras ha intitolato cliché reali questa raccolta di immagini: ciò che gli interessava cogliere per le strade di una città il cui nome di per sè rivela il suo essere riproduzione di un originale, non era il realismo dell’oggetto, né la singolarità dei soggetti, bensì icone dell’immaginario comune.
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Stefano Roberto Marras, sociologo, realizza indagini fotografiche muovendosi nel solco della Fotografia Umanista. Ha realizzato lavori in Europa, Africa e America. Questa è la sua prima esposizione.

www.stefanorobertomarras.com


Info:
Zo’ Caffè
Via L.Berti 15/B  - 40131 Bologna
0515883469
info@zocaffe.it

Concorso Fotografico Civitella (Aquila)

[PRESSE RELEASE] – Caro Fotografo, si trasmette Regolamento Concorso Fotografico “Civitella”, che ha una sezione dedicata alla “Biodiversità”, con in giuria Folco Quilici. Certi di ricevere le tue foto più belle, si inviano cordiali saluti, il segr. Conc. Romano Visci.

Comune di Civitella Alfedena (AQ)

www.comune.civitellaalfedena.aq.it

Luglio – Agosto 2010

Primo Concorso Fotografico Nazionale

2010

Civitella

RACCOMANDATO FIAF N. 2010P01

PATROCINIO
Ente Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise; Federparchi; Banca Di Credito Cooperativo Di Roma; Ordine Dei Giornalisti D’Abruzzo.

REGOLAMENTO
1. Il Comune di Civitella Alfedena organizza il primo Concorso Fotografico Nazionale Civitella all’interno della VI Rassegna Teatrale in dialetto e lingua ‘Ste paròle che vvajj’ racchiappènne, articolato in due sezioni per immagini digitali o digitalizzate (stampe, negativi o diapositive digitalizzate):
A) Tema Libero
B)  La biodiversità
Si può partecipare al tema libero con immagini a colori e bianconero di qualunque soggetto esso siano. Si può partecipare al tema “la biodiversità” (si ricorda che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2010 anno internazionale della biodiversità) con immagini a colori e bianconero che evidenziano aspetti della varietà e delle differenze genetiche presenti in natura all’interno di una specie o fra specie diverse.
2. La partecipazione al concorso è gratuita ed è aperta a tutti.
3. Ogni autore può partecipare con un massimo di 4 fotografie per ognuna delle due sezioni.
4. Le immagini dovranno avere una risoluzione massima di 1600 pixel per il lato maggiore e 1200 pixel per quello minore; i file dovranno pervenire esclusivamente in supporto digitale cd rom in formato JPG senza compressione; ogni immagine deve essere identificata per Tema (A, B), avere numero progressivo e titolata; il cd rom dovrà recare impresso nome, cognome e indirizzo dell’autore e non sarà restituito. Le immagini non conformi alle specifiche sopra descritte non verranno esaminate.
5. Le opere con la scheda di partecipazione dovranno essere spedite (contrassegnate dalla dicitura “Concorso fotografico Civitella”) al seguente indirizzo:
Associazione Culturale VIS
Piazza Plebiscito
67030 Civitella Alfedena (AQ)
6. Ogni autore è personalmente responsabile di quanto forma oggetto delle opere presentate e, salvo espresso divieto scritto, ne autorizza la riproduzione su catalogo, pubblicazioni, cd e su internet, da parte dell’organizzazione, comunque senza finalità di lucro e con citazione del nome dell’autore stesso. Gli invii giunti oltre il termine di presentazione non saranno giudicati.
7. I risultati saranno comunicati via e-mail.
8. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile.
9. Tutte le opere ammesse saranno proiettate il giorno della premiazione e durante lo svolgimento della Rassegna Teatrale. Ai partecipanti sarà consegnato il catalogo del concorso. I premi non sono cumulabili.
10. La partecipazione al concorso implica la completa ed incondizionata accettazione del presente regolamento.

CALENDARIO
• Termine presentazione opere: 30 giugno 2010.
• Riunione giuria: sabato 3 luglio 2010.
• Comunicazioni risultati: 12 luglio 2010.
• Premiazione: lunedì 2 agosto 2010, ore 21,30, presso il Centro Congressi (teatro) di Civitella Alfedena.

GIURIA
Flora Viola (Sindaco del Comune di Civitella Alfedena): Presidente; Romano Visci: Segretario; Bruno Colalongo (BFI, ESFIAP, SEMFIAP – Delegato FIAF Regione Abruzzo); Enrico Maddalena (DAC – Docente del Dipartimento Attività Culturali della  FIAF); Luigi Oliva; Stefano Pallotta (Presidente Ordine dei Giornalisti Abruzzo); Folco Quilici; Giuseppe Rossi (Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise); Marcello De Meo; Marcello Teodonio (Direttore artistico rassegna teatrale ‘Ste paròle che vvajj’ racchiappènne ; Paolo Teodonio.

PREMI
• Primo premio assoluto: Targa + Week-end autunnale per due persone a Civitella Alfedena
• Primo premio sezione A: Targa + Week-end autunnale per due persone a Civitella Alfedena
• Secondo premio sezione A: Targa + Confezione prodotti tipici
• Terzo premio sezione A: Targa + Oggetto dell’artigianato locale
• Primo premio sezione B: Targa + Week-end autunnale per due persone a Civitella Alfedena
• Secondo premio sezione B: Targa + Confezione prodotti tipici
• Terzo premio sezione B: Targa + Oggetto dell’artigianato locale
• Targa per la miglior foto naturalistica
• Targa per il circolo fotografico con maggior numero di opere ammesse

INFO:
romano.visci@libero.it – tel. 347.7820296
conc_foto.civitella@libero.it
www.comune.civitellalfedena.aq.it
Regolamento concorso (PDF)
Scheda di partecipazione concorso (PDF)

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