Fotografare il paesaggio. Prima parte.

Antonino Lardo

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La fotografia di paesaggio rappresenta per il  fotoamatore, evoluto e non, uno dei temi più semplici e facili da affrontare per una serie di ragioni.  Nella fotografia di paesaggio spesso si riescono a realizzare immagini dal forte impatto visivo, l’unico impegno d’essere al posto giusto nel momento giusto.  Un altro aspetto, non trascurabile della fotografia di paesaggio, consiste nel fatto che il soggetto si trova sempre li nello stesso punto che l’hai lasciato il giorno prima.

Molti spesso la fotografia di paesaggio crea imbarazzo a quei fotografi impegnati che cercano attraverso le immagini originalità e creatività.

Roba tecnica – espressione e significato

Per riprendere un soggetto statico, bisogna considerare 4 elementi fondamentali, punto di ripresa, prospettiva, illuminazione, inquadratura, oltre a quegli elementi che entreranno a far parte della nostra immagine finale. Il 5° elemento da prendere in considerazione è la caratterizzazione del paesaggio – frutto di uno studio e non lasciato alla superficialità dell’inquadra e scatta -.

Quando parlo di caratterizzazione intendo dire che quel soggetto – paesaggio – è tale perché é lui e solo lui. Solo così riprendendo un paesaggio siciliano potrò distinguerlo da uno friulano. Il paesaggio cambia al cambiare della luce. Sensazioni emozioni vengono restituiti grazie all’uso consapevole della luce.

La fotografia di paesaggio si distingue in due grandi correnti fotografiche. Quella grafica e quella del linguaggio fotografico. Anche se é vero che spesso le due tecniche si combinano, la maggior parte delle volte la fotografia di paesaggio si presenta con l’una e con l’altra credenziale. Non mi soffermo, o meglio, non casco nel tranello di chi vorrebbe sentirsi dire, meglio l’una o l’altra?  Scegliete voi. Se avete letto gli articoli apparsi in questi mesi sul sito avete tutti gli strumenti in mano per poter scegliere e sperimentare se usare un metodo o l’altro. Quello detto fino a qui, a proposito di tecnica, espressione, significato, non cambia.

Scelta operativa

Mi piaceva inserire un titolo un pochino altisonante. Potete anche leggere, se volete scelte da fare per riprendere il paesaggio. Il formato orizzontale – verticale. Nella considerazione che l’occhio umano vede in orizzontale sarebbe da preferire a quello verticale che qualora usato, costringerebbe l’osservatore a cercare di capire i motivi di una scelta diversa da quella comunemente usata. Pro orizzontale : favorire visione d’insieme, contemplativa, maggiore rilevanza allo sfondo e alla profondità. Pro verticale: dinamica. Preferenza a soggetti a sviluppo verticale.

Tramonto in laguna

Alcuni degli elementi per ottenere buone immagini di paesaggio gli abbiano accennati. Per gli altri e a quanti avranno il piacere di seguire rimando la lettura ad un prossimo articolo. Un cordiale saluti ai lettori che mi hanno seguito fino a qui.

Bibliografia:

- Kodak La fotografia per tutti – Istituto Geografico De Agostini – Novara

Note:

- Tramonto invernale in laguna – foto di Antonino Lardo

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2 Risposte a “Fotografare il paesaggio. Prima parte.”

  1. Andrea scrive:

    Io sono abbastanza favorevole ai suggerimenti di tecnica fotografica..
    Ma dovrebbero essere accompagnati da un grosso avviso (si fa per dire.. è chiaro che è impossibile..) che specifica che senza una lunga esperienza di cultura e capacità di osservazione non si può tirar fuori sangue dalle rape..
    Insomma se uno si ferma davanti ad un paesaggio e:
    A) non sa che è un paesaggio (sembra assurdo ma è più frequente di quanto sia logico pensare..)
    B) non sa “perchè” quello è un bel paesaggio. Non ha colto la luce, la profondità, gli elementi, la composizione, i colori..
    C) non sa perchè quello è un brutto paesaggio, ma è fatto apposta per essere fotografato..
    D) e finalmente non sa che può e deve mettere insieme elementi che la sua vista non può aggregare se non muovendo la testa..
    Potrei continuare ma mi fermo qui..

    ci potebbero essere delusioni.
    Tra l’altro quasi mai il paesaggio reale corrisponde a quello fotogafico.

    Tutte le domeniche decine di turisti arrivano a Gubbio cercando i luoghi di un noto serial televisivo.
    Quando sono al centro del Paese regolarmente è possibile sentirsi domandare: Scusi .. dov’è Gubbio??

  2. Antonino scrive:

    Consigli ben accetti. Mi riprometto di fare un articolo sulle origini del linguaggio – estetico grafico interpretativo, documentaristico, usato dai fotografi di paesaggio. Già la capacità di osservazione. Qui bisognerebbe aprire l’annoso dilemma fotografi si nasce o si diventa? Il paesaggio a mio avviso, ma lo sto scrivendo nella seconda parte, è dentro al fotografo ed é per lo più dietro casa, ( costruzione e non improvvisazione). Ma in fondo quello che a mio avviso pù conta perchè non spiegare che Gubbio è proprio li dove l’hanno vista in un altro rettangolo, pronta per essere ripresa , oggi forse con qualche nozione in più? Cordiali saluti.


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