Dico NO, al LiveView.

Pietro Rocchetta Casadio

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L’ultima “irrinunciabile feature” delle fotocamere Reflex digitali è il LiveView ovvero quella funzione che permette l’uso del monitor della fotocamera come mirino, permettendo di traguardare e vedere la scena che andremo a fotografare direttamente sul visore posto sul dorso delle fotocamere, in pratica come succede nelle telecamere e come da tempo si usa fare sulle fotocamere compatte che ormai non possiedono più neppure un mirino ottico galileiano.
“Ma come?” penseranno molti, “è solo una funzione in più che costa nulla ai produttori ed in caso di bisogno la si usa volentieri…”, ma questi molti dimenticano i limiti di questo modo di fotografare, che é una pessima abitudine, e che inoltre genera di problemi di cui molti dimenticano l’esistenza o di cui, peggio, non si rendono neppure conto.
Andiamo ad esaminarne pregi e difetti, con un confronto diretto voce per voce:

1. Il liveview, permette di inquadrare anche con la fotocamera lontano dall’occhio…
Non sempre! I liveview su fotocamere con monitor fisso non orientabile riducono la possibilità di utilizzo ad un angolo di visuale ridotta, faremo fatica a mettere in inquadratura ottimale riprendendo dall’alto a braccia tese sopra di noi o con la fotocamera al busto. O Anche per terra traguardando con un’inclinazione verso l’alto. Infatti molte fotocamere compatte per ovviare al problema hanno monitor orientabili come, appunto, le telecamere.

Poche sono le reflex con il monitor orientabile, alcune lo possiedono e si possono inclinare con dei limiti di angolazione (Sony Alpha), altre, più liberamente direzionabili, rendono però il corpo più pesante o spesso usano monitor più piccoli per questioni costruttive.

Faccio notare che i grandi fotografi sapevano fare reportage anche semplicemente dirigendo la fotocamera verso ciò che volevano riprendere, ed, al pari di un pistolero che nel Farwest estraeva dal fodero il suo revolver, ottenevano grandi scatti semplicemente grazie alla loro esperienza maturata sul campo.

2. Il liveview, permette di vedere la scena inquadrata nella sua totalità…
Certo i mirini delle reflex digitali medio economiche non coprono il 100% dell’inquadratura, ma solo una porzione circa dal 95 o al 98%, che definire un’inezia mi pare anche ridicolo. Appare così insopportabile, a coloro che vengono dalle compatte digitali, infilare l’occhio dentro quel tenebroso buco chiamato mirino a pentaprisma (o quando economici pentaspecchio)? Portare a casa più foto interessanti, nate da maggiore concentrazione vi pare così poco cool? In caso di luce alle spalle poi il monitor faticherà a superare la luce del sole, ed a permettervi di vedere la scena come si deve; il mirino invece non ha questo problema di luce parassita.

3. Il liveview, permette di avere un’idea di cosa succede attorno alla scena ripresa perchè non avete la faccia e gli occhi appoggiati alla fotocamera…
A parte l’espressione cara ai reporter di “fotografare con due occhi: uno dentro al mirino ed anche l’altro aperto per vedere cosa succede attorno”, scegliere la vista della scena sul monitor in realtà rende più innaturale la vista perimetrale; infatti non siete camaleonti con gli occhi snodati: o fissate il monitor, e di natura lo fate con entrambi gli occhi, o vi guardate attorno, non potendo quindi tenere controllata anche l’inquadratura. Quando invece avete un occhio dentro il mirino e l’altro aperto che osserva la situazione intorno (sicuramente con qualche limite di visuale), rende più facile la visione contemporanea di due cose diverse, perché un occhio è costretto fisicamente a vedere solo la scena inquadrata. Potete provare.

4. Il liveview, permette di vedere più grande la scena inquadrata risparmiando tempo…
Sui nuovi monitor da 3″ la scena pare grande e godibile, quasi vien voglia di guardarci un film, e potete anche “zoomare”.

In realtà il dettaglio visibile è comunque minore rispetto a quello che si vede dentro al mirino reflex dato che, nei monitor, per definizione c’è un limite misurabile in pixel, diverso è invece il mirino in cui la visione è reale (*), senza interpretazioni.

Inoltre è importante ricordare che usare il liveview riduce molto la durata delle batterie, e risparmiare batterie vi permetterà di fotografare più a lungo, riuscendo a portare a casa maggiori e migliori immagini.

5. Il liveview ormai è uno standard collaudato e che ben si integra nelle nuove reflex, non lo mettevano solo perchè faceva poco “pro”…
E nessuno a parte questa stupida leggenda metropolitana si è mai chiesto il perché reale? Faccio una piccola premessa: I sensori con l’uso si scaldano (ecco perché la fotocamera diventa calda) e mano a mano che si scaldano rendono sempre di meno, e questo accade a tutte le apparecchiature elettriche o elettroniche.
Questo significa che dopo lunghe sessioni la fotocamera fornirà file più sporchi, con maggiore rumore e con più limiti su ombre ed alte luci.

Se non lo sapevate, fate un test e fotografate la stessa scena (naturalmente con le stesse luci prima e dopo), appena avete acceso la macchina e magari dopo 300/400/500 scatti consecutivi. Noterete che il file è paggiorato sensibilmente.

Certo le nuove fotocamere hanno sensori che sono ottimizzati anche sotto questo punto di vista, ma un sistema di raffreddamento efficace ed un sensore in grado di reggere a lunghe sessioni costa parecchio (ecco uno dei motivi perché un “solo dorso” medio formato costa più di 10000Euro). E questo cosa c’entra con il nostro LiveView? Semplice, tenerlo acceso tiene in funzione continua il sensore o parti di esso portandolo ad un riscaldamento accellerato, con un conseguente peggioramento nella produzione dei vostri file.

5b. Alcune aziende (tipo Sony…) hanno risolto il problema inserendo all’interno dei corpi un sensore specifico per il solo utilizzo con liveview, ma questo crea due nuove problematiche: la prima è che il sensore è nella zona del mirino (viewfinder) aumentandone la dimensione fisica, la seconda è che questa soluzione prevede l’uso degli economici e qualitativamente peggiori pentaspecchi (essi riducono la luminosità del sistema di mira), infatti uno di questi specchi si sposta per indirizzare l’immagine verso detto specifico sensore.

6. Il liveview, permette di avere una previsualizzazione dell’esposizione dello scatto…
Alcune fotocamere, anche compatte, se usate in manuale permettono a monitor di avere un’idea del cambiamento di esposizione in modo da scegliere un’esposizione più consona allo scatto o a quello che vogliamo ottenere.

Personalmente ho sempre sostenuto che è importantissima la previsualizzazione dello scatto, nel senso che dobbiamo avere chiaro quello che vogliamo ottenere, e sicuramente questa opportunità aiuta, ma innanzi tutto non è una certezza (nel senso che ha dei limiti), e comunque preferisco pensare si abbia chiaro il risultato in testa piuttosto che su un monitor di discutibile affidabilità e che nel tempo tende a disabituarci a sapere fare le foto.

Vivere fotograficamente alle dipendenze di un monitor piuttosto che dei nostri occhi, della nostra testa, delle nostre esperienze e delle capacità non è cosa furba, ed atrofizza creativamente il nostro cervello.

Badate non voglio lanciare una crociata contro una semplice nuova funzione (dopotutto nel caso non piaccia, basta non attivarla), ma vorrei solo condividere con voi alcuni pensieri, con annesse le motivazioni che li hanno scaturiti.

Ricordate quindi che siamo tutti liberi di usare quello che meglio permetta di realizzare le nostre foto, LiveView compreso!

(*) Nota: Se pensate che una reflex digitale FullFrame sia solo un costoso e vezzoso oggetto per chi ha dei soldi da buttare via, e che basta solo un “APS-C format” o un “4/3 format”, perché il formato 135/35mm è solo per chi ha nostalgie del vintage, provate ad inquadrare ed a mettere a fuoco in un mirino di una FullFrame.

Avere un mirino più grande permette maggiore controllo di quello che si sta facendo e di conseguenza permette di fotografare meglio.
Poi se vi capita provate a inquadrare in una 4,5×6 o 6×6cm e capirete davvero cosa vuol dire “poter vedere la foto”.

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