Bill Viola e la fotografia del futuro

Bill ViolaPerché un tizio che se ne sta seduto in una sala buia e avvolto da strani rumori dovrebbe pensare a Tevac mentre guarda un quadro apparentemente immobile?
Per due ragioni: stima per un uomo coraggioso ed intelligente e perché mi fa scrivere cose fuori dal coro.
Il Luogo era Il Palazzo delle Esposizioni e l’evento era Bill Viola Visioni Interiori. Andate pure a vedere i link di Viola, ma non troverete niente che alluda alla fotografia. Forse neanche lui se ne è reso conto che ha anticipato un futuro.

Entrando dentro lo spazio espositivo di Bill ci si approccia mentalmente ad un visione di Video, così almeno è citato nei Depliant e negli avvisi in Rete ed invece sono IMMAGINI. La circostanza che non lo siano tecnicamente non allontana l’approccio fotografico.
Infatti, nelle 16 stazioni che compongono la mostra il concetto di video, così come viene comunemente inteso, è vagamente presente. Ci sono dei “quadri” composti da proiettori, LCD e Plasma con immagini di persone o ritratti in lentissimo, a volte impercettibile, movimento. Non ultimo e meno importante è il suono che accompagna l’immagine.  E’ una mostra del tutto inadatta per gente nervosa, occorre sedersi fissando uno o più pannelli per minuti nell’attesa di una trasformazione che avviene inaspettata ed emozionante. (da non perdere “Emergence” e “Ocean Without a Shore” )

A me sono parsi evidenti due messaggi:
A) Ogni quadro in movimento in realtà è formato da migliaia di foto, nel senso che uno qualsiasi dei fotogrammi che compongono la scena possiede una sua singolarità fotografica.
B) La classica foto  30X40 da mostra ha i giorni contati.. l’effetto su un pannello alta definizione, anche 12 pollici, è spettacolare e molto più brillante e definito di una diapositiva (per non parlare della comodità di allestire un mostra completa in uno spazio dieci volte minore..)

Nella fantasia collettiva il punto di arrivo di quello che oggi chiamiamo fotografia è la tridimensionalità, ma credo che ci sarà  il passaggio intermedio delle immagini in movimento. Fra un paio di anni le capacità di ripresa, immagazzinamento, elaborazione e visione saranno talmente elevate che dovranno inventare un nuovo formato standard in cui l’immagine non è altro che un frame di alcuni secondi ad alta definizione. Vedrete quanti Portafoto digitali fioriranno nelle case con il pupo che lentamente sorride. Con buona pace di chi, con ottusa testardaggine, pensa ancora “analogico”…

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Una Risposta a “Bill Viola e la fotografia del futuro”


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