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Caricare immagini nella Gallery (parte seconda: Photoshop)

9 novembre 2008, articolo di Marco Pilla 
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In questa seconda parte del tutorial su come utilizzare al meglio la Gallery di TevacPhoto vedremo come passare alla pratica, iniziando con uno tra gli applicativi più diffusi nel settore fotografico per l’elaborazione delle immagini: Photoshop di Adobe, considerato a pieno titolo partner inseparabile del fotografo digitale.

Conclusa dunque la fase di sviluppo ed eventuale post-produzione del nostro scatto, desideriamo condividere il frutto del nostro lavoro pubblicandolo nella Gallery, il che richiede di realizzarne una versione con risoluzione e “peso” adeguati (vedi le specifiche citate nella prima parte di questo tutorial) senza dover necessariamente rinunciare alla qualità dell’immagine originale.

A questo scopo Photoshop mette a disposizione uno strumento molto potente e finalizzato proprio ad ottenere in modo facile e guidato la versione ottimizzata per la rete di un’ immagine: “Salva per il web” (ci riferiremo qui alla versione CS3 di Photoshop in lingua originale, in cui la voce del menù “File” è “Save for Web & Devices”).

La schermata che ci si presenta enumera diverse possibilità ed opzioni, ma in questa circostanza ci limiteremo a descrivere il percorso più breve per ottenere i nostri scopi.
Vediamo allora quali sono i parametri di massima da impostare.

Le aree di nostro interesse sono sostanzialmente quattro, evidenziate dai riquadri rossi:

  • [ a) ] Il “tab” per selezionare il confronto tra l’immagine originale e quella risultante dalla compressione;
  • [ b) ] L’indicazione relativa al formato di salvataggio immagine, al suo peso in Kbyte oltre all’indicazione dei tempi previsti per l’upload a seconda del tipo di collegamento utilizzato;
  • [ c) ] Il gruppo di campi necessari a definire la risoluzione in pixels dell’immagine;
  • [ d) ] La voce di menù che consente di impostare il “peso” dell’immagine compressa, espresso in KB.

Il workflow caratteristico è il seguente:

1. Definire la risoluzione desiderata dell’immagine impostando in [ c) ]  il valore del lato più lungo a 1024 px, avendo cura di verificare che il box “Constrain Proportions” (Conserva Proporzioni) abbia il check, allo scopo di ottenere in automatico il valore per il lato corto ed evitare deformazioni.
Effettuare quindi il ridimensionamento cliccando sul tasto <Apply>, selezionando se necessario l’algoritmo di riduzione “Bicubic Sharper” (Bicubica più Nitida), ossia quello che consente mediamente la miglior definizione a video.

2. Nell’area informazioni [ b) ] comparirà ora il nuovo “peso” dell’immagine che, a seconda della risoluzione di partenza, potrà assumere valori diversi, ma probabilmente superiori a quello desiderato di 250 KB.

3. Accedere quindi al menù evidenziato con [ d) ] cliccando sul pulsante riportante il simbolo della freccia accanto alla tendina “Presets”, selezionare la voce “Optimize to File Size” e qui impostare la dimensione a 250.

4. La nostra immagine avrà a questo punto dimensioni e “peso” esattamente corrispondenti alle specifiche richieste, anche se questo non ci mette al riparo dai rischi di degrado che l’operazione comporta.
Possiamo però controllare gli eventuali “danni” mediante l’osservazione a confronto nelle due finestre selezionate col tab [ a) ].

Nel caso in cui gli artefatti ed il disturbo degradino in modo eccessivo l’immagine non abbiamo altra soluzione che intervenire sul solo parametro che possiamo modificare (visto che la qualità è determinata dalla massima dimensione possibile in KB precedentemente impostata), ovvero la risoluzione in pixels.
Il consiglio è di procedere per scarti di 50/100 pixels, sottraendoli alla dimensione massima da noi definita in precedenza (lato lungo) e avendo cura di ripetere ogni volta il punto 3) allo scopo di massimizzare il rapporto qualità/peso.

Quando arriveremo a risultati accettabili (possibilmente senza eccedere nel rapporto di riduzione in risoluzione: un “francobollo” di 320×200 px perfettamente definito non è di certo preferibile ad uno scatto pubblicato a 800×600 px con qualche artefatto…) provvederemo a salvare l’immagine ottenuta con l’apposito pulsante in alto a destra, dove e col nome che riterremo utili a ritrovarla per il successivo “upload” nella Gallery.

Terminata la procedura descritta non sarà necessario salvare l’immagine originale da cui siamo partiti (a patto naturalmente che sia già stata memorizzata in precedenza), per cui potremo ignorare la richiesta in proposito di Photoshop.

Ci rimane solo da precisare che per default il salvataggio incorpora automaticamente e per ovvi motivi (salva per Web…) un profilo sRGB all’immagine salvata (verificare a questo scopo che la voce “Convert to sRGB” nel menù [ d) ] sia vistata).
Quanto alla scelta di formato del file prodotto, questo è il classico JPEG:  malgrado il programma preveda facilmente la possibilità di scegliere attraverso l’apposito menù anche altre implementazioni grafiche, si consiglia per i già citati motivi di ricorrere a questo standard.

N.B.: Il file ottenuto con queste operazioni “perde” le informazioni Exif: per poterle conservare (a scapito di qualche manciata di bytes) sarà necessario mettere il check in [ d) ] alla voce “Include XMP” in fase di calcolo del “peso” dell’immagine.

Nella terza parte analizzeremo come trasferire la procedura descritta all’interno di un altro programma dell’Adobe: Lightroom.

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