La prova di Hydra 1.6: HDR su Aperture
17 Agosto 2008, articolo di Giuseppe Angelè
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Abbiamo provato il nuovo Hydra 1.6, software per la realizzazione di immagini HDR (High Dynamic Range), ed in particolare il plug-in per il suo utilizzo direttamente in Aperture. Prima considerazione a bruciapelo: ci è piaciuto molto, per le sue caratteristiche e funzionalità.
Premessa doverosa: per chi non sapesse cosa sia una immagine HDR si tratta in parole povere del risultato della sovrapposizone di solitamente tre immagini, generalmente scattate per l’occasione, identiche ma con una forcella di esposizione differente, in modo da ottenere un’immagine con una gamma dinamica molto più ampia.
Dalle nostre prove questo software risulta molto più “fotografico” e meno “grafico”, rispetto ad esempio a PhotomatixPRO, il quale dispone di un tone mapping più semplice e mancante di una serie di comandi che portano ad effetti a volte estremi, ma non per questo gradevoli.
Una delle particolarità dei Hydra è la possibilità di effettuare un allineamento manuale delle immagini, utile soprattutto negli scatti a mano libera usando l’esposizione a forcella. Questa funzionalità permette di sovrapporre perfettamente su vari punti prescelti i diversi scatti effettuati.
Un’altro aspetto di Hydra è la grafica particolarmente amichevole e pulita, che lo rende molto “Apple-style”, perfettamente in sintonia con Aperture.
Ma veniamo ora alla prova sul campo del plug-in.
Per effettuare un HDR occorrono almeno tre scatti con stessa inquadratura e soggetti possibilmente fermi.
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Partiamo dallo screenshot iniziale con le tre immagini selezionate in Aperture. Sono tre scatti (0,+1,-1) a mano libera effettuati con una 40D, che dispone di una raffica abbastanza veloce da limitare, con mano ferma, eventuali movimenti che variano l’inquadratura. Il primo scatto è effettuato a 10mm, tempo 1/80, diaframma f10, il secondo a 1/160, il terzo a 1/40. |
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Avviamo Hydra bisogna seguendo il percorso images-> edit with -> Hydra Hdr processing. |
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Avviato il plug-in viene fatta direttamente una prewiev dell’immagine in HDR ottenuta dai tre scatti. L’interfaccia può essere prescelta in 2D o in 3D (come nell’immagine). Possiamo intervenire direttamente sull’immagine utilizzando il comando di tone mapping, intervenendo sia sulle alte luci che sull’adattamento locale nell’immagine o possiamo ancora variare l’esposizione. Potremmo anche andare a creare dei preset adatti per ogni tipo di scatto. |
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Nelle preferenze di Hydra possiamo scegliere che tipo di file esportare ed in oltre se a 8 o 32 bit, nel caso di fileTiff o Open EXR. Inoltre possiamo scegliere le impostazioni di default di visualizzazione ed altre utili opzioni. |
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L’aspetto maggiormente interessante, ed adatto per chi è sprovvisto di un cavalletto e di una raffica sufficientemente veloce ad evitare di variare l’inquadratura, è il comando di allineamento manuale delle immagini. Come è possibile vedere nello screen shot possiamo in maniera manuale allineare un punto, tra vari altri, delle tre immagini. |
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Infine cliccando sul tasto save verrà elaborata e automaticamente importata in Aperture. |
Le impressioni su Hydra 1.6 sono molto buone, un programma veloce, con una interfaccia pulita e intuitiva che si integra in maniera eccellente con Aperture, come se fosse una semplice finestra del programma Apple.
Gli aspetti che hanno maggiormente impressionato sono proprio la maggiore velocità e flessibilità rispetto a PhotomatixPro, anche se quest’ulltimo vanta un maggior numero di impostazioni.
Il prezzo contenuto, inoltre, assegna un altro punto a suo favore.
I tre scatti di partenza ed il risultato finale:
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Il consiglio è quello di scaricare la versione trial di Hydra dal sito del produttore, per poter riscontrare le impressioni avute nella nostra prova. Ogni commento è ovviamente gradito.
Hydra 1.6 è realizzato da Creaceed, che ringraziamo per averci messo a disposizone il software per questa prova, ed è disponibile a poco meno di 43 Euro.
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