Abitare - Giochi dello stare e dell’andare
15 Luglio 2008, articolo di Photo Staff
3° Concorso Fotografico organizzato, con la collaborazione del Gruppo Fotografico Antenore, dall’Associazione Italiana di Ecologia Umana e dal Centro di Ecologia Umana dell’Università di Padova che quest’anno ha come tema: “Abitare: giochi dello stare e dell’andare”
I luoghi dell’abitare sono stazioni dove si entra, si esce e si transita; sono luoghi del venire in un qui, talvolta da molto lontano.
I tempi non appaiono omogenei, possono essere fugaci, immobili, giocati di quotidiano nei riti dello stare e si possono anche snodare in età di fughe e di ricoveri.
L’abitazione, apparentemente assestata per gli “umana”, lo è, invece, anche per le piante, gli animali e le cose che la
abitano, dove vi giocano raggi di sole e di luna, a volte adombrati da presenze oscure.
Sulle distese di terra le città s’adagiano come un riunito branco di abitazioni e al loro interno ciascuna di esse si scandisce in luoghi ristretti e, zig-zagandovi dentro, le singole stanze evidenziano anfratti alla ricerca ed esercizio di individualità, quasi fossero mete compiute dove le cose stanno o si perdono, si confondono o trasmutano.
Slittano, lungo le strade, imprecisati flussi di cambiamento e vi veicolano gesti, segni, cose che vanno ad adagiarsi oltre le porte e le finestre, o vi entrano ospiti e invasori.
L’abitare può trasformarsi in fuga dal mondo, tana, rifugio oppure in dilatato belvedere e balcone aperto su vaste distese, alimentate di altrove, come pure può farsi portone dischiuso sulla piazza, ptutto, il prossimo, il vicino.
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