Uno contro tutti… Thomas “jeriko1kenobi” Cristofoletti
6 Luglio 2008, articolo di Luca Monti
Uno contro tutti… è una rubrica destinata alla lettura e all’analisi critica dei vostri portfolio…..
Ecco le regole del gioco:
Ogni volta che uno dei nostri “campioni” sottoporrà un suo portfolio alla nostra lettura, fornirò delle basi teoriche e storiche per elaborare un apparato critico, lo scopo di queste informazioni sarà il non scrivere ovvietà o svarioni di sorta, a quel punto toccherà a voi sforzarvi per contribuire alle immagini presentate, postando le vostre letture, le vostre emozioni, i vostri commenti e suggerimenti per renderle “migliori”.
Su questo spazio siete chiamati a lavorare tutti insieme, in modo collegiale…
Naturalmente tuutti hanno gli stessi diritti di intervento, e la stessa referenzialità, il contradditorio libero e la negazione delle tesi dell’altro sono concesse solo se argomentate e sostenute da tesi proprie… le foto scelte in termine estetici non sono criticabili solo in negativo…. ci piaccia o non ci piaccia dobbiamo tutti contribuire per migliorarle, quindi non potete scrivere un semplice “è brutta”, poiché sarete moderati.
Ci state ?
Chi sarà il prossimo ad accettare la sfida…. ? Il primo dei nostri campioni” è jeriko1kenobi, molto amato sul forum, aspettiamo il prossimo valoroso….
Ps - Tutti i commenti inappropriati e fuori luogo saranno immediatamenti moderati.
jeriko1kenobi - alias Thomas Cristofoletti, innanzitutto direi di far parlare le immagini…
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Thomas è nato 28 anni fa a Riva del Garda (TN) e, al momento, è uno dei tanti fanciulli scappati dall’Italia e che hanno trovato rifugio nella calda e accogliente Spagna. Attualmente lavora come art director in un’importante agenzia di pubblicità di Madrid.
Mhh no purtroppo… ma mi piacerebbe molto seguirne uno. Ho delle impressionanti lacune a livello tecnico.
Quando ho acquistato la mia prima camera digitale - una gloriosa Olympus Dc200 da 2mpx - 6 anni fa, non ricordo con precisione. Il mio fotografare è indissolubilmente legato al digitale mi troverei in difficoltà a pensare uno scatto in analogico.
Eheh si tratta dell’unione di 2 differenti nickname. La prima parte deriva da uno dei personaggi del film Strange Days (un cantante rap che viene assassinato che si chiama appunto Jeriko One) la seconda invece si ispira al mondo di Star Wars (Obi One Kenobi ?). Si tratta di 2 film che in qualche modo hanno significato molto per me, soprattutto il primo, passato decisamente in sordina, una piccola perla.
Scatto con una Olympus e-510 con un 14-42 e un 40-150 ma non mi sono sbarazzato della mia vecchia compagna di viaggio una Fuji s9500. Ho recentemente comprato un flash ma purtroppo non ho ancora avuto modo di testarlo per bene. Per la postproduzione utilizzo esclusivamente Adobe Lightroom.
Mi piacerebbe poter bloccare il tempo in una strada affollata e fotografare la gente, con calma, senza rubare scatti come faccio di solito…
Mi ricordo che tre anni fa, mi trovavo in Guatemala, sulle sponde del lago Atitlan e, non so bene per quale motivo, mi sono alzato alle 6 di mattina, ho preso la camera ancora mezzo addormentato e mi sono piazzato a fotografare. Il tempo era splendido, il cielo terso i vulcani si stagliavano imponenti all’orizzonte una sensazione unica… Passano dieci minuti, il tempo si annuvola, e comincia a piovere a dirotto.. ho avuto la sensazione che la natura avesse allestito uno spettacolo solo per me.. wow..
Prendiamo questa immagini in particolare, che mi piace molto:
Si tratta di un hdr elaborato da singolo scatto, quindi con un finto bracketing eseguito in Photoshop. Mi piace enfatizzare i riflessi del metallo con questa tecnica anche se mi rendo conto che bisogna andarci molto cauti, alcune volte il risultato è decisamente troppo artificiale (per questo motivo passo sempre a photoshop e mediando tra l’originale e il file con hdr. Successivamente ho lavorato in Lightroom dove ho dei preset precompilati che utilizzo come base di partenza. Grossomodo i passaggi sono comunque questi: ho alzato molto i contrasti esaltando al massimo i neri aumentando la luminosità - esposizione generale - questo purtroppo rovina le parti più chiare… e quindi successivamente sono stato costretto ad intervenire sulle alte luci e con il recovery. Ho tolto un bel po’ di saturazione e aumentato la vibrazione e soprattutto (passo assai importante) ho portato sia le alte luci che le ombre su toni vicini al giallo - ma con delicatezza.. giocando con la saturazione di entrambi gli sliders. Per finire una leggere vignettatura e il gioco è fatto…
- La nostra lettura
Rispetto alle ventuno immagini che mi ha inviato Jeriko, alcune ho scelto di non presentarle neppure perchè le ho ritenute ancora delle prove di visione, piuttosto che delle immagini compiute in se. Ho preferito, infatti, enucleare un corpus omogeneo per cromia, inquadrature, soggetti e soprattutto in cui la cifra stilistica di Thomas, è questo il nome del nostro, fosse adeguatamente riconoscibile e matura.
La cifra stilistica, così marcata e presente nelle immagini di Jeriko, è al tempo stesso seducente per la facilità della lettura che ci offre, ed anche il maggior difetto di tutte queste immagini. Sovente innecessaria, sempre troppo marcata, assolutamente non originale, riflette appieno il concetto di “stupidità digitale”, ovvero di scimmia che posta davanti alla macchina da scrivere per un tempo infinito prima o poi comporrà la Divina Commedia… Questo paradosso ci fa intuire come in realtà Jeriko abbia scelto solo dei preset di software che gli piacciano o che sa applicare e senza ragionare sulla transcodificazione dell’immagine, genericamente addossa a tutte le fotografie che realizza, a volte con particolare successo, altre volte trasformandole in involontarie caricature. Potrebbe sembrare una stroncatura completa ma non lo è.
A fronte di una postproduzione che banalizza delle immagini altrimenti forti, queste sopravvivono lo stesso come icone, segno che abbiamo di fronte un grande occhio fotografico, sporco è vero, e scevro della conoscenza che gli servirebbe per esprimersi al meglio, ma con una grande capacità di vedere cosa può essere dato in immagini e cosa no.
- Foto #1
Questa foto é in se compiuta e piena, rappresenta quanto di meglio si possa trovare nell’illustrazione contemporanea, come lettura del medium e come capacità di transcodificazione per dirla con Metz.
- Foto #2
La vignettatura non trova motivazione alcuna di essere… penalizza la foto, ma quello che più sfastidia è la prospettiva sbilenca della croce, ne “incombente” ne corretta. Per altro la foto é ben composta anche se lo sfondo è confuso dal troppo fotoritocco, gli alberi neri trovano giustificazione nel bilanciamento cromatico della fotografia, ma non si giustifica la totale assenza di dettaglio, che confonde e comprime una scena altrimenti più vasta e ricca. Pochi miglioramenti la renderebbero di grandissimo impatto. Il soggetto invece è banalissimo, mille volte fotografato e visto, ottimo per un portfolio scolastico, non adatto ad un artista o un professionista di alto livello.
- Foto #3
Parigi, ripresa dal pavimento del Trocadero, ad esempio è una immagine molto moderna, e assai ben composta, il medium digitale però la priva di tutta la sua potenziale magia… non si coglie che l’artefatto, il sapore della materia fotografica si perde completamente… altro sarebbe stato se colta con un foro stenopeico. Si sarebbe di fronte ad una matura opera d’arte, anziche ad una semplice foto ben riuscita.
Il finto effetto maschera penalizza la foto nel complesso, così come una inquadratura in sostanza banale, molto al di sotto delle potenzialità espressive dell’immagine. C’é molto di più nella foto di quanto lo stesso Jeriko non abbia colto.
- Foto #4
Il cielo potrebbe essere molto più ricco, e i palazzi assolutamente meno sovraesposti, per altro la foto è di gusto moderno, contemporaneo, forte come momento e come illustrazione, avrebbe meritato una cura maggiore nella postproduzione, oltre i soliti schemi Jeriko.
- Foto #5
La copiosa sovraesposizione, unita ad alcune zone molto scure e prive di dettaglio, confonde e delude rispetto ad una immagine davvero forte, personale e sentita. Se la cromia è eccellente, il controllo del contrasto fatica ad essere altro che maniera, per altro maniera di cattivo gusto. L’immagine meriterebbe una rilettura sapienta alla luce di un Parr, piuttosto che di una Goldin. Ecco davvero qui si sente appieno la mancanza di una cultura fotografica che non sia l’uso di un software.
Nel complesso però finalmente ci di addentra in una visione propria e originale. La cifra di Jeriko finalmente si va delineando nella inquadratura e nella composizione.
- Foto #6
Eccolo finalmente il nostro si trova dopo essersi lungamente cercato, luce e colore si fondono in un controllo forte e al contempo sobrio, rimangono i soliti neri troppo chiusi e qualche innaturalità nelle alte luci, anche se dovremmo lavorare su stampe anziche su files. Buona l’inquadratura, forte e personale l’atto della visione. D’ora in poi Jeriko non si perderà più in immagine vuote o banalizzazioni lessicali.
- Foto #7
Soggetto, esposizione, cromia, tensione di bordo, tutto concorre a far di questa immagine una ottima immagine. L’occhio attento trova nei bianchi pelati del cappello e in una costruzione del limite non perfetta tutti i difetti del giovane artista, che certo però si farà.
- Foto #8
Buona, buona, buona fotografia, molto cattivo invece il fotografo. Jeriko pur sapendo raccontare ancora non ha capito quanto sa farlo bene, e quanto può farlo bene….. Il piede tagliato è poco più che un insulto così come la poca aria sotto, per questa che potrebbe essere una grande illustrazione. Orribile e offensiva per il talento di Jericho stesso quel secondo soggetto alla spalle della protagonista. Qui si che avrebbe dovuto ritoccare pesantemente, cancellare la seconda ragazza e ricreare il marciapiede ed il piede. Il cielo avrebbe meritato qualche cura maggiore, cosi come la prospettiva in generale cercando degli allineamento più strutturati, ed il rosa del gonnellino non parla quando potrebbe chiacchierare assai….
Un tipico difetto dei fotografi inesperti e non cogliere che le più appariscenti potenzialità del proprio dire, tralasciando le molte ricchezze che le immagini che compongono sanno celare con cura.
- Foto #9
Corro il rischio di ripetermi, eccellente come la prima immagine.
Le altre immagini inviate sono di impianto nettamente fotoamatoriale, e non possono trovare posto in un portfolio di livello assolutamente più alto. Per altro Jeriko ha anche scelto di non presentare altri suoi lavori assai intensi, e mi riservo di esporli io nel proseguo di questa discussione.
Ricapitolando quanto detto: talento e gusto non mancano, quello che invece manca è una vera alfabetizzazione fotografica. Jeriko dovrebbe innanzitutto guardare molto di più quanto è stato già fatto come illustrazione, soprattutto certi autori a lui più vicini come una Nan Goldin un Martin Parr, un primissimo Gursky o un più difficle Serrano, e cercare di affrancarsi da questo look da software, alla ricerca di una cifra stilistica sua propria. Gli strumenti di base ci sono tutti, ora è necessario molto impegno.
Se Jeriko fosse un mio studente non esiterei un attimo a dargli pieni voti di eccellenza.
Uno contro tutti… i comentti qui.
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