Professione Fotografo - La concorrenza “cattiva”
3 Maggio 2008, articolo di Pietro Rocchetta Casadio
Cos’è la concorrenza per un fotografo professionista?
Pensare alla concorrenza non significa identificarla esclusivamente negli altri fotografi, o da quanti professionisti o realtà possono essere stati contattati da quel possibile cliente o agenzia, o ancora da quanti professionisti possono essere interessati a lavorare con quel dato cliente.
Cosa intendo per questo?
In generale se si è molto bravi e con capacità sopra la media, saranno i clienti a contattare o scegliere noi rispetto ad altri, ma capisco che chi si affaccia a questo lavoro per la prima volta difficilmente potrà contare sul lavoro “arrivato da solo”, in quanto il proprio nome, e le sue qualità fotografiche, non saranno che a conoscenza di pochi.
Inizialmente pensiamo che la concorrenza al giorno d’oggi è composta da varie realtà che prescindono dalla quantità di fotografi che ci sono nella vostra zona o nel vostro ambito, infatti vi troverete a confrontarvi non solo con i professionisti già affermati di cui parleremo poi, ma con realtà decisamente peggiori, o meglio, peggiorativi per la vostra attuale o futura attività.
Nel mercato della fotografia locale, ma non solo, ci sono varie realtà alternative:
• Il fotografo amatore ovvero “il fotografo della domenica“. In passato si trovavano persone che pretendevano di improvvisarsi fotografo per le cerimonie parentali o di amici, per le piccole aziende, ma erano persone che azzardavano, qualcosa di fotografico rendendosi conto che non è poi così facile. Oggi però con il digitale sono diventati tutti fotografi. Almeno nel passato un amatore sapeva che un minimo di attrezzatura seria occorreva e sapeva inoltre che per fare uno scatto ci voleva più concentrazione dato che l’errore tecnico era meno perdonabile. In molti pensano di poter recuperare un difetto di conoscenze e tecnica, con la post-produzione. È falso: una brutta foto è brutta lo stesso anche dopo un pesante intervento al computer, le ore di post-produzione per errori del fotografo non sono retribuite, il gusto dell’inquadratura anche a posteriori non è da tutti, idem per scelta di toni e contrasto, ed avere una copia pirata di Photoshop non vuol dire saperlo usare. Se poi pensiamo a persone che decidono di lavorare per aziende, faccio notare che saper usare la luce per un prodotto è una cosa seria e ne va dei soldi di una realtà produttiva.
• Gli studi grafici o i professionisti di altro. Un grafico non è un fotografo e al pari un fotografo professionista non è un grafico, ne un webmaster, ne un designer, ne un videomaker, ne altro (questo è un monito anche per i fotografi). Un fotografo è un fotografo, un grafico è un grafico, almeno professionalmente parlando. Se un professionista vuole fare altro allora si aspetti che gli altri pretendano di fare, anche male, il suo lavoro. Anche se uso e programmi di grafica, ed ho disegnato in manuale e CAD, non per questo sono un grafico, per farlo bene bisogna avere delle conoscenze di linguaggio visivo diverse dalle mie. Idem per le altre professioni e poi che credibilità può avere un professionista che si fregia di saper fare tutto?
• Le tipografie e gli ambiti di stampa. Esiste un malcostume, in alcune realtà di stampa professionale, che è quello di spuntare l’aggancio con un cliente dicendogli che nella spesa della stampa, ad esempio un catalogo, gli scatti delle foto sono compresi. Come fanno? Semplicemente prendono giovani e sprovveduti e si lavora tipo catena di montaggio, la qualità in queste situazioni non esiste. Se un cliente non è in grado di capire che una scelta del genere è in realtà una perdita di soldi, allora non insistete, lo capirà più avanti da solo. Se foste ingaggiati da una tipografia, valutate bene quanto prendereste voi rispetto a quanto prendono loro.
Delle realtà a parte sono quelle di artisti di altri campi (attori, personaggi televisivi, vip ecc.) che decidono per passione di fare anche i fotografi, o gli artisti delle “arti classiche” (pittori, scultori ecc.) che scoprono di poter integrare o allargare la loro arte con la fotografia. La mia stima va a loro quando creano immagini artisticamente grandi, anche perché sono spesso ben poco interessati alla professione vera e propria, ed aggiungo che difficilmente sono contattati da aziende, e per quanto è possibilissimo che riescano farsi un nome nella fotografia professionale, tanto è possibile che possano rovinarselo in entrambe.
Fortunatamente ci sono aziende, art director, responsabili stampa, ma anche privati che non sono ciecamente “ottusi”, ma sanno capire che investire in immagine porta soldi e che immagini soddisfacenti si ottengono solo da persone capaci. Un consiglio immediato che posso darvi è di stare lontano da personaggi ed aziende che pensano che voi e le vostre immagini valete poco, sarebbe come pretendere fedeltà da una ragazza di facili costumi.
La coerenza è l’unica scelta che non vi porterà all’autodistruzione e la correttezza è l’unica difesa contro coloro che pensano che qualunque cosa sia valida per accaparrarsi quel cliente.
Proseguiremo con un’analisi della concorrenza tra professionisti venerdì prossimo.
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