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Professione Fotografo - Esserlo davvero

19 Aprile 2008, articolo di Pietro Rocchetta Casadio 

Progessione FotografoMolti pensano che essere un professionista sia semplicemente avere una Partita IVA, ma non necessariamente è questo. Conosco diversi grandi fotografi che hanno fatto foto da copertina, immagini famosissime, ed anche campagne internazionali senza tuttora avere una nominazione fiscale. Con questo non intendo che fanno del “nero” (esistono modi legali per accontentare committenti e fisco insieme, senza avere IVA e pagando regolarmente le tasse) , ma essere un professionista è ben altro, e non si verifica da quanto e come si fattura e secondo me neppure dal tipo di lavoro che si andrà a fare.

Fare il professionista è e deve essere questo:
  1. Sapere quello che si sta facendo.
  2. Dare una garanzia su quello che si dovrà fare per un committente.

Nel punto 1 s’intende che bisogna avere le conoscenze tecniche necessarie per svolgere un lavoro in un certo ambito fotografico. Queste conoscenze variano molto da un campo al altro: infatti saper fare un bel panorama non vuol dire saper fare uno still life, saper fare un buon ritratto non vuol dire saper fare foto di moda, saper riprendere la propria famiglia non vuol dire saper fotografare ad un evento. Quindi mai arrivare impreparati se lo si fa per lavoro o per persone che si aspettano che noi siamo professionisti. Il saperlo fare è essenziale: improvvisare vuol dire basarsi sulla fortuna del principiante, saperlo fare vuol dire essere un vero professionista. Questo si aspettano da chi viene scelto per una serie di foto, ma anche per una singola foto, e non sottovalutate questo fatto, perché una volta potrebbe anche andare liscia, ma se avete a che fare con persone del settore o di settori affini è quasi una certezza che si accorgano dei vostri limiti e delle vostre mancanze, fare il furbo serve solo a perdere un cliente.

Foto © Pietro RocchettaPassiamo alla parte 2.

Cosa intendo per garanzie? Cercando un’espressione veloce direi “soddisfare le richieste del cliente“, ma questo si ottiene solo tenendo presenti diversi aspetti e raggiungendo i diversi obiettivi che l’impegno preso intende come certezze.
Nel passato analogico, c’era l’esempio di quello che faceva gli scatti e si accorgeva alla fine di non aver messo il rullino (per fortuna oggi la macchina digitale ti avverte se non c’è la scheda, se no il problema ci sarebbe ancora), e che si doveva scusare con la modello, o il cliente, o gli sposi durante la cerimonia… E chi glielo dice al prete che devono ripetere lo scambio degli anelli?

Quindi grande attenzione, sempre, anche quando la scatto è ripetibile, in quanto nessuno vi paga il tempo in più che vi occorre per vostri errori.

La garanzia è anche quella di fornire lo scatto che vi è stato richiesto, indipendentemente che questo sia puramente tecnico o fortemente creativo.
Lo scatto tecnico presuppone, come già detto al punto precedente che voi sappiate come realizzarlo ed ottenere ciò che vi è stato richiesto: inquadratura giusta, messa a fuoco come e dove deve essere, rispetto dei tempi di lavoro, salvaguardia del materiale fornito per gli scatti, esposizione corrette in tutta la scena e ogni altra problematica risolvibile con la conoscenza della tecnica; questa si impara sia leggendo, che guardando non solo gli altri, ma anche se stessi e immaginando cosa ottereremo (previsualizzazione) dopo lo scatto.
Lo scatto creativo dipende da voi e se il cliente che ve lo chiede vi da piena fiducia, ma si aspetta ancor di più, perché si aspetta di stupirsi. Come ottenerlo? Nessun libro lo insegna davvero (a meno che non siate in cerca di cloni, ma una copia è solo uno scatto che presuppone la capacità tecnica di capire come lo ha fatto), per cui tutto è in mano alle vostre conoscenze e alla vostra vostra capacità di avere idee e metterle in pratica.

La foto è indubbiamente un’arte, ma non tutti i fotografi sono artisti. Qui conta l’immaginazione e la voglia di fare di più e di stupire appunto. Farlo significa impiegare tante energie cerebrali e farlo per mestiere vuol dire consumarne tante e per lungo tempo (mi riservo più avanti di approfondire questa questione). L’impegno è garantire il risultato finale, è questo che vi viene chiesto ed è questo che bisogna dare.

Ciò che scrivo qui sopra e scriverò successivamente, può sembrare un esagerazione a molti, ad altri potrà indurli a credere di non potercela fare. Quello che scrivo non ha questo scopo, ma solo di fornire aiuto e sostegno, e se possibile preparavi al mestiere di fotografo.

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